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martedė, 28 febbraio 2017

APERTURA UE DEBOLE, OCCHI SU DATI MACRO EURO E USA
Gli indici azionari europei dovrebbero iniziare la seduta in calo, mentre l`euro resta debole. Il prezzo dell`oro e dei future sul petrolio sono attesi in ribasso, secondo l`agenzia MF Dow Jones.

Ig Markets prevede che il Ftse 100 scenda di 20 punti in apertura a quota 5.277, il Dax di 11 a 6.270 mentre il Cac 40 di 7 punti a 3.009. Mike Ingram, di Bgc Brokers, sostiene che il timore principale in Spagna è che Bankia possa contagiare il resto delle banche spagnole. Secondo l`esperto, non è ancora chiaro come il governo del paese riuscirà ad aiutare l`intero settore.

I mercati europei continueranno a essere sotto pressione a causa delle pressioni sul sistema bancario spagnolo. La giornata di oggi sarà caratterizzata dalla pubblicazione dei dati macroeconomici europei. In agenda sono attesi i dati preliminari di maggio sull`inflazione dei paesi dell`Eurozona, le vendite al dettaglio e il tasso di disoccupazione in Germania. Nel pomeriggio il focus si sposta negli Stati Uniti, con la stima Adp sui nuovi posti di lavoro nel settore privato.

Nonostante Bankia sia l`epicentro della bolla immobiliare, è inevitabile che anche altri bilanci di altre banche possano registrare ulteriori perdite, spiega Ingram aggiungendo che è necessario che la Banca centrale europea si trasformi in un prestatore di ultima istanza per il mercato primario del debito sovrano dell`Eurozona. Se le banche devono rispettare dei requisiti di solvibilità è naturale che vadano ricapitalizzate, conclude l`operatore.

L`euro resta debole rispetto alle altre principali valute. La moneta unica è stabilmente sotto 1,24 usd dopo aver toccato nella seduta asiatica i minimi a 1,2358. I cali arrivano in scia alle attese dei mercati per un intervento da parte della Banca centrale che potrebbe essere deciso già nella riunione del 6 giugno.

La volontà della Commissione europea di trasformare il Fondo salva Stati permanente (Esm) in un prestatore diretto per le banche dell`Eurozona in difficoltà ha solo momentaneamente dato sollievo ai mercati, indeboliti dalla crisi del debito. Secondo Paul Kavanagh, partner di Killik, l`idea non è facilmente realizzabile e non è una soluzione sostenibile ai problemi dell`Eurozona.

I future sul petrolio hanno esteso le perdite in scia ai timori per la crisi dell`Eurozona e all`ultimo dato sulla produzione industriale giapponese, attestatosi sotto le attese. Il future sul Wti con scadenza a luglio scende dello 0,08% a 87,76 dolalri al barile (87,82 dollari al barile il valore di chiusura), e quello sul Brent, stessa consegna, scende dello 0,18% a 103,20.



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