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martedì, 21 febbraio 2017

MORGAN STANLEY CREDE NEL BUSINESS NON TRADIZIONALE DI TERNA
Morgan Stanley aggiorna le stime su Terna, la sua preferita tra le utility italiane, per tener conto del recente business plan e per riflettere l`impatto della nuova regolamentazione e dei solidi risultati trimestrali. Una settimana fa la società ha comunicato di aver chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 114,2 milioni, in calo del 34,1%, ma con un margine operativo lordo in crescita del 15,3% a 339,8 milioni. Numeri che hanno portato gli analisti di Intermonte il 16 maggio scorso a rivedere al rialzo le stime 2012-2013 del 3%, il target price da 3 a 3,10 euro e il rating da neutral a outperform.

Nei prossimi anni l`utility farà perno sugli investimenti in attività non tradizionali, ossia sulla realizzazione di sistemi a batterie per l`accumulo di energia elettrica e nuovi allacciamenti fuori dall`Italia. In queste attività non regolate Terna investirà nel quadriennio 2012-2016 1,9 miliardi di euro (di cui 1 miliardo per le batterie), quasi il doppio di quanto previsto dal precedente piano. Ovviamente il grosso degli investimenti, pari a 4,1 miliardi, sarà destinato alla manutenzione e allo sviluppo della rete elettrica italiana, la cui gestione in regime regolato è l`attività tradizionale di Terna.

Alla luce di questo programma Morgan Stanley ha alzato in media le stime di utile per azione del 12% per il periodo 2012-2016. Stime che ora si trovano sulla parte alta del range del consenso per il 2012-2013. Per quest’anno le previsioni di eps sono state incrementate da 0,19 a 0,21 euro e per il prossimo anno da 0,19 a 0,22 euro.

"Se l’inflazione dovesse rimanere ai livelli attuali elevati e se l’azienda riuscisse a mantenere i costi operativi sotto controllo, come già ha fatto gli scorsi tre mesi, le valutazioni potrebbero essere ancora riviste al rialzo", hanno spiegato gli esperti, dopo aver ribadito il rating overweight sul titolo.

Nonostante la performance positiva dell’8% da inizio anno, Terna offre ancora un potenziale rialzo del 15%, riflesso nel nuovo target price fissato dal broker, pari a 3,10 euro (dal precedente di 2,97 euro), a fronte della quotazione di ieri di 2,708 euro. Il nuovo prezzo obiettivo, hanno precisato gli esperti, non include il valore che potrebbe derivare da investimenti non tradizionali, dato che la visibilità su specifici progetti e i rendimenti rimangono bassi.

Per quanto riguarda la cedola, il dividend yield 2012 stimato al 7% potrebbe essere visto come un cuscinetto per il titolo nei prossimi anni, dal momento che il management punta a un payout del 60% da attività non-core.

Terna riuscirà a mantenere il suo rapporto indebitamento finanziario netto/Rab (Regulatory Asset base, ossia gli investimenti programmati e i volumi di servizio erogati) inferiore al 55% durante il periodo del piano. Il rapporto debito netto/margine operativo lordo invece raggiungerà il picco di 4,5 volte nel 2014, a detta degli analisti, e scenderà di nuovo a 4,3 volte entro il 2016.



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